LA PAZZIA SENILE

Commedia dell'Arte
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Adriano Banchieri
LA PAZZIA SENILE
ragionamenti vaghi et dilettevoli a tre voci
Secondo libro de' madrigali, Venezia, 1598

 

Le fotografie riprodotte a lato riguardano l'allestimento de "La Pazzia Senile", commedia harmonica di Adriano Banchieri, prodotto per la rassegna "Teatro Ragazzi" della G.O.G. nel 2000.

Note al programma
L'azione, cantata sia in italiano che nei dialetti tipici dei vari personaggi, veneto, bolognese e bergamasco, racconta dell'amore non corrisposto dei "vecchi" Pantalone e Graziano per Lauretta e Doralice, che si chiude, dopo un alternarsi di situazioni comiche e momenti lirici, con la sconfitta dei "poveri vecchi pazzi" ed il matrimonio di Doralice col suo giovane innamorato.

La scrittura musicale, a tre voci, richiede che i cantanti, per la maggior differenziazione dei personaggi, cantino "alla bastarda ", cioè con la "mutazione di voce": dall'estensione naturale le voci maschili passano ai personaggi femminili cantando in falsetto. Il tutto è sottolineato dalla presenza degli strumenti che contribuiscono a differenziare i caratteri dei vari personaggi.

Nella nostra messa in scena, lo spettacolo interagisce continuamente con "l'humor bizzarro", personaggio guida che apre e chiude lo spettacolo, riproposto secondo le modalità della commedia dell'arte, e la sequenza dei brani vocali è inframmezzata da "intermedi" strumentali, che hanno la funzione di separare le varie scene. La presenza di un attore, pur non prevista dal Banchieri - del resto queste composizioni erano scritte più per il piacere degli esecutori che per essere rappresentate al pubblico -, aiuta a rendere intelligibili personaggi e situazioni che, se all'epoca erano universalmente noti, oggi richiedono un piccolo aiuto, ed inoltre per scandire i tempi dell'azione, collegare i vari quadri, e rendere così più piacevole lo spettacolo.
La "Pazzia senile" ebbe un grande successo: ne sono testimonianza le numerose ristampe succedutesi per tutto il secolo XVII: il suo carattere volutamente disimpegnato e l'umorismo di cui è intrisa ne fanno ancor oggi uno spettacolo estremamente godibile.

L'autore
Adriano Banchieri (1561-1634), monaco olivetano bolognese, compositore, organista e teorico, fu uomo di cultura eclettica: oltre all'abbondante produzione musicale di vario genere, sia teorica che pratica, si dedicò con profitto alla letteratura: sua è la famosa novella di "Cacasenno", continuazione del "Bertoldo e Bertoldino" di G.C. Croce; di non poco conto inoltre è la sua produzione dialettale bolognese. È ovvio pertanto che si trovasse a proprio agio in un tipo di composizione che richiede sia il musicista che il letterato faceto. Mentre abbracciando il nuovo genere del "madrigale rappresentativo" si dimostra innovatore, dal punto di vista musicale, per contro, il Banchieri è un conservatore, e si riallaccia alla grande tradizione polifonica dei madrigalisti cinquecenteschi, disdegnando, anche nelle opere successive, di cimentarsi col nuovo genere monodico che si affermerà nei primi decenni del seicento.

Il madrigale rappresentativo
Il Banchieri scrisse la "Pazzia senile" negli ultimi anni del cinquecento: nella sua semplicità questa "commedia madrigalesca" rappresenta una tappa importante nella storia della musica, essendo uno dei primi esempi di sovrapposizione dei due generi: la commedia, appunto, ed il madrigale, forma musicale di grande diffusione durante tutto il Rinascimento. Sintesi, quindi, tra musica e teatro prima dell'arrivo del melodramma e dell'opera barocca. Il madrigale è un componimento musicale caratterizzato da una scrittura a più voci (normalmente da tre a cinque) che eseguono una polifonia (= canto a più voci, appunto) su un testo poetico. E' la principale forma per la musica vocale profana del Rinascimento, e si distingue per il suo carattere elitario e adatto a rappresentare i sentimenti, le passioni e gli "affetti". L'esecuzione è affidata a pochi solisti: l'immagine tipica è quella dei cantori che leggono dai rispettivi libri attorno ad un tavolo, per il proprio piacere e quello di una ristretta cerchia di amici. Essa può essere realizzata "a cappella" (ovvero con le sole voci) o, a scelta degli esecutori, essere accompagnata da strumenti che raddoppiano le linee melodiche delle voci o ne eseguono rielaborazioni e variazioni. Il madrigale rappresentativo fiorisce dalla fine del '500 ai primi decenni del '600: anch'esso non è destinato alla scena, ma al piacere di esecuzioni private. Il testo è drammatico (nel senso che descrive una azione scenica, con presenza di dialoghi, personaggi ecc.), e la musica è qui piegata a descrivere il carattere dei vari personaggi e sottolineare le azioni ad essi connesse. Tra gli autori più celebrati di questo genere ricordiamo, oltre al Banchieri, Orazio Vecchi e Alessandro Striggio.

I personaggi - le maschere
Nell'opera del Banchieri si trovano elementi della "commedia all'improvviso", primi esempi di quel far teatro che diverrà nel secolo successivo "commedia dell'arte": si vedano ad esempio la figura del vecchio Pantalon e dell'anonimo suo servitore (Burattin dalla vallada, cioè delle valli bergamasche) che corrispondono in maniera già molto significativa ai notissimi Pantalone ed Arlecchino; così come il Dottor Graziano da Francolino (paese del ferrarese) è già significativamente vicino alla figura del Dottor Balanzone, caricatura del giurista saccente e satireggiante, con esplicito riferimento ai docenti dell'università bolognese. Proprio a questo personaggio Banchieri farà cantare un madrigale "alla maniera antica", ma Graziano fraintenderà il testo trasformando il noto madrigale del Palestrina in un esilarante nonsenso.

Gli intermezzi strumentali
All'inizio dello spettacolo e tra le varie scene dell'opera sono proposte alcuni brani strumentali, costituiti da variazioni (denominate anche partite) su temi musicali all'epoca molto in voga (questa pratica è rimasta nell'attuale musica leggera come improvvisazione su "giri armonici"): costituiscono un commento alla scena che si chiude ed un'occasione per presentare alcuni degli strumenti più rappresentativi del Rinascimento italiano.

Gli strumenti usati
Non essendovi, come di consueto all'epoca, alcuna indicazione sull'uso di strumenti di accompagnamento, la concertazione è stata decisa in relazione alle diverse situazioni descritte dal testo: per esempio il suono accorato del lirone sottolinea in chiave caricaturale la sgangherata dichiarazione d'amore di Pantalone a Lauretta e la serenata di Graziano a Doralice; anche l'assenza di strumentazione (la citata esecuzione a cappella) sottolinea quindi un particolare aspetto psicologico del personaggio.. L'autore inoltre mette in mano a due dei personaggi degli strumenti: Graziano, vecchio satiro pretendente di Doralice, si propone alla sua bella con una serenata col chitarrino, strumento rappresentativo della moda spagnola dell'epoca, (qui evidentemente usato in chiave caricaturale), mentre Fulvio, il giovane innamorato di Doralice, le si dichiara "cantando et sonando nel laùto", cioè accompagnandosi con il liuto, strumento considerato tra i più nobili dell'epoca.

ACCADEMIA DEGLI IMPERFETTI
Direttore artistico Maurizio Less

Gianluigi Ghiringhelli, Renzo Bez controtenori
Enrico Bava basso
Maurizio Less lirone, viola da gamba e violone
Marinella Di Fazio chitarra barocca, chitarrone
Francesco Moi cembalo
Franco Cardellino attore